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martedì 5 luglio 2011

La vittoria referendaria smuove il Parlamento

La legge di iniziativa popolare sull'acqua calendarizzata in Commissione Ambiente della Camera

dal linkhttp://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1059:la-vittoria-referendaria-smuove-il-parlamento-legge-di-iniziativa-popolare-sullacqua-calendarizzata&catid=163:notizie-flash

leggeIl Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua apprende dell'avvenuta calendarizzazione in Commissione Ambiente della Camera per il prossimo 7 di luglio della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal Forum nel 2007. Si tratta del primo, significativo, passo avanti nella direzione della ripubblicizzazione dei servizi idrici dopo la straordinaria vittoria referendaria.

Un passo avanti atteso dai 26 milioni di cittadini che hanno detto sì ad una gestione pubblica e partecipata dell'acqua. È necessario e imprescindibile l'immediato coinvolgimento del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, promotore della legge, nella discussione. Già nell'Assemblea Nazionale del 2-3 luglio era stata condivisa la volontà di mettere in campo tutte le iniziative necessarie all'approvazione della legge in Parlamento. A questo proposito il Forum ha chiesto un incontro urgente all'On. Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente alla Camera.

leggi qui

sabato 25 giugno 2011

lunedì 30 maggio 2011

Per l'Acqua pubblica si vince

Anche i giudici ci danno ragione.

(doppio clic sull'immagine per ingrandirla)
(articolo tratto dal Giornale di Sicilia di oggi, 30 maggio 2011)



martedì 15 febbraio 2011

Diritto all'acqua potabile. Chi la dura la vince


Nell'ultimo consiglio comunale (come riportato dal Giornale di Sicilia alla pagina della cronaca di Mazara del Vallo di sabato 12 febbraio ) è stato discusso il gravissimo problema, da anni irrisolto, che attanaglia la nostra città.

Di cosa si tratta? L'acqua in distribuzione nella rete idrica del comune di Mazara del Vallo - così come risulta sia dalle analisi che nel tempo il nostro comitato ha effettuato, che dallo studio della Sogesid presentato a Trapani nell'ormai lontano 3 ottobre 2008 e successivamente dai dati forniti dall'ARPA al comune di Mazara del Vallo - è inquinata dalla presenza di nitrati in concentrazione superiore ai limiti di legge.

Per sensibilizzare la città e gli organi preposti a garantire la salute del cittadino questo comitato ha, con varie azioni e in particolare note, scritti, dibattiti televisivi, denunce,ripetuti interventi in consigli comunali aperti, cercato di sensibilizzare le autorità preposte al controllo del territorio e alla salute del cittadino perché si attivassero a ricercare le cause che hanno determinato il fenomeno e a individuarne i responsabili (con tutte le conseguenze di legge) così da risolvere il grave problema.

A questo pericolo, incontestabilmente accertato, se ne è aggiunto un altro ancora più grave, per il quale l'ARPA, fin dal 17.06.2009, con una lettera di diffida ha invitato il sindaco di Mazara del Vallo, il sindaco di Campobello di Mazara e l'amministratore unico dell'ATO TP2 perché provvedessero a scongiurarlo.

Si tratta della presenza di percolato nella falda acquifera sottostante la discarica consortile di contrada Misiddi/Campana.

Ancora una volta questo comitato, in sostituzione delle autorità che avrebbero dovuto farlo, in data 29 aprile 2010 ha reso pubblici i dati analitici che, su richiesta, gli sono stati forniti dalla Belice Ambiente. E lo ha fatto sia attraverso il suo blog che con le dichiarazioni rese in una intervista televisiva rilasciata alla emittente locale tele8.

Pare che nessuna azione in tal senso sia stata posta in essere, visto che nessuna delle autorità che avrebbero dovuto realizzare opere di bonifica ha alcunché comunicato.

Oggi un consigliere, dimenticando tutte le informazioni che sono state fornite, denuncia il problema come se fosse nuovo.

Anche se questo comportamento negligente ci spaventa, avendo speranza che nel futuro si possa risolvere l'annoso problema, plaudiamo, auspicando che l'azione, che il consiglio ha intrapreso con la discussione cui si fa riferimento, possa contribuire a una vera, necessaria e urgente soluzione del problema che deve essere affrontato nella sua globalità.

venerdì 10 dicembre 2010

Referendum, via libera della Corte di Cassazione


La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011. Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi. Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.
 
fonte www.acquabenecomune.org

lunedì 6 dicembre 2010

Successo della giornata di mobilitazione per l'acqua


COMUNCATO STAMPA

Decine di migliaia in piazza, in tutta Italia, contro la privatizzazione dell'acqua e per la richiesta di moratoria immediata

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza, in tutta Italia per l'acqua pubblica. La giornata di oggi è infatti una giornata di mobilitazione nazionale per l'acqua indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Una straordinaria mobilitazione per chiedere, a nome del milione e quattrocentomila sottoscrittori dei referendum, la moratoria immediata sulle scadenze del Decreto Ronchi almeno fino al voto referendario; per il diritto la voto referendario entro il 2011; per protestare contro l'abolizione degli Ato, per dimostrare vicinanza ai movimenti che da tutto il mondo sono arrivati a Cancun per il controvertice mondiale sul clima (con cui diverse piazze si sono collegate durante le manifestazioni).
Dal Piemonte alla Sicilia, la mobilitazione è stata diffusa, nelle grandi e piccole città. Ovunque cortei, concerti, eventi per chiedere che l'acqua resti pubblica, contro ogni forma di privatizzazione.
Solo per citare qualche esempio, a Roma in Piazza Santi Apostoli si sta svolgendo un'iniziativa con spettacoli e testimonianze dopo la critical mass ciclistica della mattina; a Firenze qualche migliaio persone stanno percorrendo le vie del centro al suono dei tamburi della Bandao; a Bologna il corteo dei manifestanti è partito dalla sede dell'azienda Hera e si è diretto verso il centro, ai circa tremila del corteo dell'acqua si è unito quello degli studenti; a Venezia, nonostante l'acqua alta, circa duemilacinquecento persone, stanno sfilando per le vie del centro tra la curiosità di turisti, mentre in mattinata grande successo per la gondolata che ha visto diverse imbarcazioni sfilare con striscioni pro acqua pubblica; a Napoli questa mattina circa tremila persone hanno percorso le vie della città. Tanti i sindaci in piazza, tanti i gonfaloni degli Enti Locali.
Le mobilitazioni di oggi hanno anche lanciato una grande campagna di autofinanziamento in vista della campagna referendaria (maggiori informazioni su www.referendumacqua.it).
Ancora una volta il popolo dell'acqua si è mobilitato e ha dato vita ad una splendida dimostrazione di vitalità e di partecipazione.
Oggi, come sempre, si scrive acqua, si legge democrazia.

Roma, 4 dicembre 2010

Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica

sabato 4 dicembre 2010

Stop alle privatizzazioni fino ai referendum


Chiediamo la MORATORIA: un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze, previste dalla "Legge Ronchi", di tutte le norme che vanno verso la privatizzazione dei servizi idrici.

Dégustation d'eau publique

 
Posted by Picasa

Il Comitato Acqua Bene Comune parigino risponde all’appello lanciato dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua e organizza una "degustazione d’acqua pubblica", che si terrà alla Mairie del Secondo Arrondissement a Parigi.
Il Comitato, nato alla fine del mese di ottobre, ha l'appoggio di singoli cittadini e di diverse organizzazioni e associazioni (Acli, Associazione Inca Francia, Atelier France-Italie, Collettivo 5.12, la rivista Focus In, La fabbrica di Nichi Parigi, Libera, Les amis de Beppe Grillo, Lo sbarco Parigi, Associazione e Circolo Democratici Parigi).

venerdì 5 novembre 2010

Acqua stagna a Mazara del Vallo

Anni di lotte, proliferazione di comitati, impegni sulla carta.
(clicca sull'immagine per ingrandirla)

lunedì 30 agosto 2010

giovedì 29 luglio 2010

I privati vanno avanti come carri armati, schiacciando i diritti dei cittadini

Mentre ancora risuona l'eco del successo della campagna referendaria ed è fresca di un giorno la notizia che a New York, all'assemblea delle Nazioni Unite, è stata approvata la risoluzione presentata dalla Bolivia per il riconoscimento del diritto all'acqua, a Lucca, Pistoia e Massa Carrara è in atto la vendita dell’acqua ai privati.
Avanzano come carri armati, insensibili al "grido di allarme" che dal popolo si alza, a livello locale e globale, contro lo scippo del primo dei diritti umani.

COMUNICATO STAMPA

28.07.2010

Nel chiuso delle stanze si sta decidendo sulla gestione dell’acqua per i prossimi vent’anni.
Ieri, all’assemblea dell’ATO1, la privatizzazione del servizio idrico è stata data per scontata; ai Sindaci resta solo da decidere come cedere il 40% del capitale pubblico di GAIA alle multinazionali e alle banche.

I Comitati referendari provinciali di Massa Carrara, Lucca e Pistoia, il Forum Toscano dei Movimenti per l’acqua e il Forum Toscano dei Movimenti per l’acqua Toscana Nord hanno promosso un presidio sul posto e partecipato come uditori all’assemblea per chiedere ai Sindaci di raccogliere la volontà di tanti movimenti, associazioni e singoli cittadini di ‘tenere l’acqua fuori dal mercato e i profitti fuori dall’acqua’.

A Lucca, Pistoia e Massa Carrara è in atto la vendita dell’acqua ai privati e i cittadini ne sono all’oscuro come all’oscuro sono gli amministratori; nessun Consiglio comunale è stato chiamato ad esprimersi sulle sorti dell’unica azienda pubblica di gestione del servizio idrico della Toscana.
Questa non è privatizzazione dell’acqua; è privatizzazione della politica.
Nella civile Toscana della legge sulla partecipazione Governatore, Sindaci e delegati non possono decidere sull’acqua senza il mandato diretto delle comunità che rappresentano.
Comitati e Forum toscano Acqua rivendicano la convocazione urgente di Consigli comunali aperti che diano voce alla domanda partecipazione diretta dei cittadini, unici custodi del bene comune-acqua e perciò veri titolari della sua gestione.


Comitati referendari provinciali di Massa Carrara, Lucca, Pistoia
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Toscana Nord

domenica 25 luglio 2010

"L'acqua e la nostra indifferenza" di Marcello Benfante

Repubblica — 24 luglio 2010 pagina 1 sezione: PALERMO MARCELLO BENFANTE

STAMANI, sotto la doccia, non ho potuto fare a meno di pensare a un vecchio film di fantascienza: "2022: i sopravvissuti". La regia? mi sono chiesto, cercando di allontanare una vaga angoscia. E sono andato subito, quasi grondante, a consultare il "Dizionario dei film" del Mereghetti: "Soylent Green", Usa, 1973, di Richard Fleischer. Ma l'angoscia scaturiva da un ricordo-sequenza davvero opprimente: Charlton Heston che usufruisce del raro privilegio di una doccia in un mondo snaturato che sopravvive grazie a un inconsapevole cannibalismo. Ogni anno che passa la vecchia buona science fiction diventa sempre più realistica, sempre più attuale e meno profetica. E non ci vuole molto a prevedere che in poco più di un decennio la situazione potrebbe sul serio precipitare. L'allarme acqua in Sicilia è già scattato (e d'altronde, su questo fronte è stata sempre una continua emergenza). Ci eravamo preoccupati per lo sprofondamento di 70 metri delle falde acquifere etnee. E subito dopo, come un destro-sinistro da knock out, arriva la notizia che gran parte della zona costiera, da Palermo a Ragusa, da Catania a Marsala, è interessata da un abbassamento di minore entità, ma anche più inquietante a causa del rischio di contaminazione col sale marino. oLtre alla quantità, sempre più scarsa, esiste quindi anche un problema della qualità delle acque, che si rivela sempre più scadente. Le cause, convergenti, sono due: la diminuzione della piovosità e l'aumento dei prelievi. Questi due fattori determinano infatti il livello delle falde. Ma è difficile immaginare che i consumi possano diminuire. Anzi, è lecito (e forse perfino auspicabile in termini economici) ipotizzare che i consumi siciliani in futuro tenderanno ad avvicinarsi alla media nazionale che è di 213 litri a testa, mentre gli agrigentini, per esempio, se ne fanno bastare meno della metà. Bisogna quindi intervenire sulle perdite, che ammontano a una media del quaranta per cento. Insomma, tappare i buchi. Ma non basta, occorre anche la pioggia. E non serve pregare o magari sparare alle nuvole per ottenerla. Ci vuole una seria politica ecologica, una progettazione territoriale che miri a riequilibrare un contesto idrogeologico fortemente compromesso (come ci segnalano anche le sempre più frequenti frane). Ma la parola progettazione, pur così preziosa, è anche infida, ché ci proietta e aggetta in un domani indefinito, nebuloso (ma non necessariamente gravido di piogge). Al problema dell'acqua bisogna invece dare una risposta immediata in termini di risoluzione e di efficienza. I nostri amministratori avranno sicuramente studiato un po' di filosofia e ricorderanno quel che diceva Talete di MiO leto. Se l'acqua è il principio di tutte le cose (l' arché) è proprio da essa che dobbiamo cominciare o ricominciare. Così hanno fatto quei cittadini (ben un milione e quattrocentomila) che hanno firmato la richiesta di un referendum contro la privatizzazione dell'acqua: insolita notizia rassicurante sullo stato di salute della nostra cagionevolissima democrazia. D'altronde è proprio "sulle implicazioni sociali e morali dell'acqua" che l'architetto anarchico Colin Ward basava una sua riflessione sulla città solidale. E che la sua analisi riguardasse la Gran Bretagna, nulla toglie alla validità, anche per noi, del suo messaggio: "Il dramma è che nessuno sa come tornare all'antica saggezza secondo cui l'acqua, bene vitale quanto il sangue, deve essere condivisa e conservata". Ove il "nessuno sa" va inteso come ironia dell'utopista che sa bene, al pari dei suoi contendenti, ciò che andrebbe fatto col più elementare buon senso e realismo. In Sicilia (tutti lo sanno) le lotte per l'acqua sono sempre state lotte contro la mafia, come l'esperienza di Danilo Dolci ci ha insegnato. Ma sono state e sono anche battaglie, il più delle volte perse, contro i nonsensi della burocrazia, la sua inettitudine e le sue negligenze (che talora colludono con gli interessi mafiosi). Qualcuno dovrà spiegarci come mai la disponibilità degli invasi non si traduce operativamente in un'irrigazione delle campagne, che invece rimangono assetate e quindi non pienamente produttive. Talora si tratta di guasti alle condotte apparentemente irreparabili. Talaltra di tubature fatiscenti e da sostituire, ma evidentemente insostituibili. Guarda caso, si tira avanti con i pozzi privati. Ma il fatto è che ormai, privata o meno, l'acqua scarseggia. La vecchia metafora dell'acqua alla gola non rende più l'idea. Siamo con l'acqua alle caviglie. E forse questo spiega la lentezza dei provvedimenti. Come se sprofondassimo in una palude, ovviamente non potabile. Mentre l'acqua lambisce il nostro tallone d'Achille, forse potremmo ripensare alle sagge parole del Tao-Tê-ching: "Niente al mondo è più molle e debole dell'acqua; ma nell'avventarsi contro ciò che è duro e forte, niente può superarla". Proprio perché posta in basso, dice il Tao, l'acqua indica la Via. E potrebbe essere la forza trascinante e travolgente di una grande protesta civile. Che non sia allora proprio questa siccità, questo venir meno delle riserve vitali, il modo in cui noi siciliani possiamo rivedere il nostro rapporto con la cosa pubblica, le istituzioni, la politica, il nostro atavico servaggio? Sarebbe, per dirla in qualche modo con Talete, un principio anche questo. - MARCELLO BENFANTE

giovedì 22 luglio 2010

LA RIVOLUZIONE DELL’ACQUA

Un milione e quattrocentomila donne e uomini che sottoscrivono i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua rappresentano una piccola grande rivoluzione.

Come tale, provoca immediato spavento nei poteri forti e in un quadro politico-istituzionale non avvezzo all’idea che possa esistere una soggettività sociale capace di prendere parola e di progettazione autonoma.

Un primo tratto di questa rivoluzione risiede nel fatto che sul tema dell’acqua si è ormai costituito, per la prima volta dopo decenni, un vero e proprio movimento nazionale di massa.

L’Italia, come ciascuno può intuire anche ad un’ osservazione superficiale, è un Paese tutt’altro che pacificato : decine di conflitti attraversano il mondo del lavoro, la società e le realtà territoriali.

Sono esperienze dotate spesso di una fortissima radicalità ma al contempo di altrettanta frammentazione.

Dentro questo contesto, il movimento per l’acqua si colloca come una fertile anomalia : estremamente reticolare e radicato nei territori, su questo humus ha saputo costruire e vivificare nel tempo –dalla legge d’iniziativa popolare alla campagna referendaria, passando per due grandi manifestazioni nazionali- una forte vertenza nazionale, capace di incidere sull’agenda politica del Paese.

Il secondo tratto risiede nel non negoziabile contrasto con il pensiero unico del mercato : dopo due decenni di egemonia della cultura dell’impresa sulla società e la vita delle persone, il movimento per l’acqua costruisce una mobilitazione densa non per ottenere qualche riduzione del danno, bensì per affermare la totale fuoriuscita dell’acqua e dei beni comuni –essenziali alla vita- dal gorgo delle Società per Azioni comunque delineate. E per affermarne la riappropriazione sociale e una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

O la Borsa o la vita, per dirla senza perifrasi.

Il terzo tratto nasce dalla straordinaria domanda di democrazia e di protagonismo sociale che questo movimento ha messo in campo e ha saputo intercettare : le donne e gli uomini che hanno profuso energie, in ogni comitato nato nella più grande metropoli così come nel più piccolo paese di montagna, e i cittadini corsi a frotte a firmare affermano la straordinaria volontà di decidere tutte e tutti in prima persona su ciò che a tutti appartiene. Per la qualità della vita nel presente oggi e una possibilità di futuro per le future generazioni.

Da questo punto di vista, il referendum è uno strumento ma anche un fine in sé, in quanto afferma il principio che su beni essenziali alla vita come l’acqua nessuna delega è autorizzata e la decisione deve appartenere a tutte e tutti.

Da ultimo, ma non per importanza, emerge il tratto di laboratorio di democrazia e partecipazione che il movimento per l’acqua ha saputo costruire in quasi un decennio di esperienza. Il costante rapporto fra locale e globale, l’approccio inclusivo verso le più diverse culture e provenienze, il metodo del consenso come elemento costitutivo di tutti processi decisionali fondamentali, hanno fatto di questa esperienza un interessante laboratorio di formazione collettiva, di saperi condivisi, di redistribuzione della conoscenza.

Un laboratorio perfettibile, ma sufficientemente attrezzato da consentire al movimento dell’acqua, a differenza di altri luoghi di costruzione dell’opposizione sociale e politica, di evitare una delle conseguenze più nefaste del degrado della politica : la nascita dei populismi, che, anche nelle loro versioni più avanzate, costruiscono appartenenza sull’elemento simbolico della personalizzazione.

Al contrario, nel movimento per l’acqua l’appartenenza nasce dalla condivisione del tema e di una piattaforma valoriale, culturale e politica che si fonda su obiettivi di radicale trasformazione della democrazia nel senso della partecipazione sociale.

Sono queste alcune delle caratteristiche che, nel determinare il successo della campagna di raccolta firme, mettono in campo un potenziale di cambiamento di grande fertilità sociale.

Un popolo che riprende collettivamente parola è molto più pericoloso di un popolo che cerca di volta in volta qualcuno a cui affidarsi.

Sarà un autunno caldo per la battaglia dell’acqua.

Sapremo rinfrescarci in primavera con una marea di SI alla riappropriazione sociale dell’acqua.



Marco Bersani

Attac Italia

martedì 20 luglio 2010

Il successo della campagna referendaria - Come passa la notizia

La Stampa che ci piace

20/7/2010
Un po' di fresco

Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto la richiesta di referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Un record (neppure per il divorzio erano stati così numerosi), consumato nel sostanziale silenzio dei partiti e dei media, che all’argomento hanno riservato solo qualche tiepida polemica. Poiché si ripromette di cancellare una legge di sinistra e una di destra, la battaglia per l’acqua non ha eccitato le opposte tifoserie. E poiché nessuno l’ha «buttata in politica» (ci ha provato Di Pietro, ma è stato messo da parte), questa raccolta di firme è forse la scelta più politica che sia stata compiuta negli ultimi anni: difendere la natura pubblica di un bene essenziale, e farlo in un Paese che considera ciò che è pubblico una terra di nessuno, anziché un patrimonio di tutti.

A mettere in moto quel milione e mezzo di biro non è stato un esame ponderato dei pro e dei contro, ma uno slancio naturale, quasi un impulso atavico: l’acqua è vita, e non si privatizza la vita. Ai cinici sembrerà l’apoteosi del buonismo. Ma a noi, che cinici non siamo, e che veniamo da decenni in cui l’idea di bene comune si è progressivamente ridotta fino a coincidere con l’orticello del proprio clan, piace sperare che quest’alluvione di firme per «l’acqua di tutti» sia il preludio di un cambio di stagione.

Altro ai link:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=111339&sez=HOME_INITALIA

http://www.youtube.com/watch?v=bNELiDmP0pM

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/19/foto/referendum_sull_acqua_raccolta_di_firme-5677672/1/?ref=HREC1-2

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_19/REFERENDUM-ACQUA-PUBBLICA-1703407752283.shtml

lunedì 19 luglio 2010

Consegnate in Cassazione 1.401.492 firme!!

(da www.acquabenecomune.org)



Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E' record
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.

Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.

Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.

Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.





Roma, 19 luglio 2010

giovedì 8 luglio 2010

Referendum Acqua - Certificare, che passione!

(Tratto dal sito acquabenecomune)





Un milione. Abbiamo raccolto un milione di firme e siamo nella storia di questo paese. Questo percorso, iniziato più di 2 mesi fa, ha comportato lo sforzo di decine di persone che si sono mobilitate in tutta Italia.
Ma questo è solo un pezzo; infatti l'altra parte di questa avventura, che ha poca visibilità ma sicuramente è più faticosa, è quella della certificazione.

Le stesse persone stanno lavorando giorno e notte per completare i moduli con i documenti necessari al fine di renderli validi per la presentazione; coscienti che, senza, tutto quello che si è fatto sarebbe inutile, questo è sicuramente un lavoro lungo, capillare e anche un po' noioso!

Raccontiamo questo perchè riteniamo formidabile che comitati, in tutti i territori di Italia, da Nord a Sud, uomini e donne abbiano messo in piedi un apparato organizzativo così serio.

Questi sforzi, fatti di quotidianità ed impegno, costruiscono un modello di fare politica, al di là delle strutture e sovrastrutture classiche della politica, per il proprio territorio, per i propri diritti e per il proprio futuro.

domenica 27 giugno 2010

Con il successo della campagna referendaria nasce il movimento popolare per i beni comuni fondamentali

Da Alex Zanotelli il ringraziamento per il successo della Campagna Referendaria che segna la nascita di un movimento popolare per i beni comuni fondamentali

martedì 22 giugno 2010

Il Ministro Ronchi riconosce il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua come interlocutore politico

Pubblicato sul sito del Ministero delle Politiche Comunitarie il documento di risposta che il Forum Italiano dei Movimenti Italiani per l'acqua ha scritto dopo aver letto il testo che il Ministro Ronchi ha definito "operazione verità".

La notizia ci giunge da
Ufficio Stampa Acqua Bene Comune


Per l'antefatto clicca qui e qui